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Parrocchia di San SebastiánMadrid · dal 1541@parroquiasansebastianatocha

La Madonna della Novena

La patrona degli attori spagnoli ha la sua cappella a San Sebastián dal 1631, dopo la guarigione miracolosa di un’attrice nella vicina calle del León.

Dipinto della Vergine che contempla il Bambino addormentato, con san Giuseppe e san Giovannino che si porta un dito alle labbra
La Madonna della Novena, in uno degli altari della chiesa.

All’inizio del XVII secolo, nella vicina calle del León, c’era uno dei mentideros di Madrid, i luoghi dove ci si riuniva per scambiarsi notizie e pettegolezzi: quello dei comici e degli impresari teatrali. Si trovava accanto ai più importanti teatri della città, il Corral del Príncipe e il Corral de la Cruz, e per questo il quartiere era sempre pieno di attori, scrittori e gente di spettacolo.

In quella strada nasce la leggenda del miracolo della Madonna della Novena che, come tutte quelle di Madrid, ha diverse versioni e molti interrogativi. Pare che in una di quelle case fosse esposta alla devozione popolare un’immagine della Madonna del Silenzio. Un’attrice, Catalina Flores, rimasta paralizzata dopo un parto difficile, le fece una novena.

Il nono giorno guarì. La notizia del miracolo passò di bocca in bocca e accorsero così tanti devoti che fu necessario fondare una congregazione e una cappella nella vicina parrocchia di San Sebastián. I comici scelsero questa Madonna come patrona e pagarono le spese con i loro maravedí. Così nacque nel 1631 la Congregazione di Nostra Signora della Novena degli Attori Spagnoli, con una chiara vocazione sociale: fare da cassa di mutuo soccorso per la professione.

Il dipinto

L’immagine venerata in uno degli altari è una tela della Vergine che contempla il Bambino addormentato, accompagnata da san Giuseppe e da san Giovannino, che si porta un dito alle labbra chiedendo silenzio. Il dipinto originale subì atti vandalici quando era ancora in strada, e in seguito se ne fece una copia.

Una volta la Madonna fu portata nel palazzo della contessa di Chinchón, che era malata e guarì. La contessa tenne per sé il quadro e fece fare a un pittore una copia esatta per la chiesa. Alla sua morte, l’originale tornò alla confraternita, che si ritrovò con due tele identiche. Per porre fine a questa usanza, nel 1651 papa Innocenzo X proibì, pena la scomunica, che il quadro uscisse dalla parrocchia. Dopo la distruzione della chiesa nella Guerra Civile, la congregazione recuperò una replica grazie al Servizio di Recupero Artistico.

Una curiosità: la Madonna stessa era in testa all’elenco dei contratti delle compagnie, con scandalo del compositore Barbieri, che lo scoprì nell’Archivio della Villa. Le si assegnava lo stesso compenso del primo attore o della prima attrice, e quella somma veniva data in offerta alla confraternita.