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Chiesa aperta dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 20:30Calle de Atocha, 39 · 91 171 14 98
Parrocchia di San SebastiánMadrid · dal 1541@parroquiasansebastianatocha

Architettura della chiesa

Anche se la chiesa non conserva più la sua architettura originale né molti dei tesori che aveva, ne custodisce altri che vale la pena visitare: due portali, una grande cupola e cappelle come quella degli Architetti, di Ventura Rodríguez.

Fotografia d’epoca di calle de Atocha con la cancellata della parrocchia di San Sebastián
La parrocchia in calle de Atocha, in una fotografia d’epoca.
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Pianta schematica della chiesa, con calle de Atocha in basso. I numeri sono citati nel testo.

L’esterno

In calle de Atocha si trova uno dei portali della chiesa (1). In origine era in stile churrigueresco, ma nel XVIII secolo fu rifatto secondo il gusto dell’epoca. Un grande arco a tutto sesto immette nell’atrio, dove si trovano l’accesso alla cappella di Betlemme e un bassorilievo che ricorda il restauro dello spazio nel 2010. Pur essendo l’ingresso principale, è molto semplice: la sua unica decorazione è l’affresco del frontone, con il martirio di san Sebastiano, opera del pittore iperrealista Ricardo Sanjuán. Chiude l’insieme una cancellata moderna.

L’altro portale, in calle de San Sebastián (2), era in origine l’ingresso principale ed è molto più interessante. Fu realizzato con pietra recuperata dall’antico portale di Atocha. È neoclassico: due colonne ioniche incorniciano la nicchia e sostengono il frontone. Al centro c’è una scultura moderna di san Sebastiano, di Antonio Martín Méndez; l’originale, di Luis Salvador Carmona, fu distrutto nella Guerra Civile.

All’esterno la chiesa ha una volumetria complessa, coronata da una cupola centrale di aspetto classicheggiante e dal marcato stile del dopoguerra.

L’interno

All’interno spicca la semplicità della navata a pianta centrale (3), coperta da una grande cupola. Nei pennacchi ci sono i quattro evangelisti con il tetramorfo, scolpiti da Antonio de la Cruz Collado. La cupola è formata da costoloni che si incrociano alla maniera dell’architettura araba, e al centro ha una lanterna su lunette da cui entra la luce naturale.

4Altare maggiore

Dall’ingresso principale si vede l’altare maggiore, opera dei Talleres Granda, a cui fu affidata la ricostruzione della maggior parte delle chiese distrutte nella guerra. Al centro della pala, una grande nicchia custodisce un San Sebastiano di Cruz Collado, replica di quello che Alonso Berruguete realizzò per il convento di San Benito a Valladolid. Corona l’insieme un Calvario del sivigliano Luis Ortega Bru, con un crocifisso simile al Cristo della Salud y Caridad della cappella di Montesión a Siviglia; originale è la postura seduta della Vergine e di san Giovanni. Sullo sfondo, una vetrata contemporanea raffigura lo Spirito Santo.

Più in basso c’è un altare in pietra con tabernacolo, opera del bronzista Pedro José de Villalba su progetto di Íñiguez Almech. Il tabernacolo, in marmo di Siena, ha sulle porte un apostolato che ricorda quello dipinto dal Greco per la cattedrale di Toledo. Sopra c’è la Madonna col Bambino del pittore Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato.

5Cappella maggiore

Ai piedi di questo altare si trova la cappella maggiore, singolare per i suoi quadri. Partendo dalla porta della sacrestia: un’Immacolata Concezione di Matías Ximeno e un Martirio di san Sebastiano di Dionisio Mantuano, entrambi del XVII secolo. Sul lato opposto, un Santo Angelo Custode del 1890 circa, di autore ignoto, e la Preparazione al martirio di san Sebastiano, superba tela seicentesca del napoletano Luca Giordano, chiamato in Spagna «Lucas Jordán».

Proprio sotto, due grandi cappelle parallele (6) con colonne pseudo-salomoniche custodiscono il Sacro Cuore di Gesù, di Víctor González Gil, e una statua di san Giuseppe che ricorda quella di José Luis Vicens nella chiesa di San Ginés.

7Transetto

Al centro del transetto risplende una copia dell’Immacolata Concezione del Tiepolo, il cui originale è al Museo del Prado, dipinta da María Fuencisla Llorente.

Sul lato opposto della navata c’è la cappella di santa Maravillas de Jesús (8), battezzata in questa chiesa nel 1891. Il suo ritratto a figura intera è, come l’affresco dell’atrio, di Ricardo Sanjuán, e custodisce una piccola reliquia della santa.

9Antico altare maggiore

Sopra l’antico altare maggiore si trova quella che fu la cappella del Sacro Cuore di Gesù, oggi con una Divina Misericordia secondo la visione di santa Faustina Kowalska. Dopo la sua rivelazione del 1931, la religiosa chiese a Eugeniusz Kazimirowski di dipingere Cristo misericordioso; nel 2019 Ricardo Sanjuán ha realizzato per questo spazio una replica esatta di quel quadro.

10Cappella della Madonna della Misericordia

Accanto a questo altare si trova la cappella della Madonna della Misericordia, i cui confratelli pagarono nel 1942 la statua attuale. La Vergine, anch’essa di González Gil, è una statua da vestire che imita l’originale, distrutta nella guerra, di cui si conservano le antiche vesti. Ai lati sono appese la Presentazione di Gesù al tempio e la Circoncisione, di Luca Giordano.

11Cappella degli Architetti

Dall’altro lato si trova uno degli spazi più importanti della chiesa: la cappella della Reale Congregazione degli Architetti di Nostra Signora di Betlemme nella fuga in Egitto. La costruì il maestro Francisco Moreno nel 1693 e la rimodellò Ventura Rodríguez tra il 1766 e il 1768. Ha pianta a croce greca e spicca per la cupola a cassettoni con teste di cherubini nei pennacchi. Nell’abside c’è un murale della Fuga in Egitto di Joaquín Vaquero Palacios. Qui sono sepolti gli architetti Ventura Rodríguez e Juan de Villanueva.